Con il patrocinio di:
Ministero per i Beni Culturali e Ambientali
Comune di Roma
Assessorato alle Politiche Culturali
Sovraintendenza ai Beni Culturali
Museo Barracco
Con la collaborazione del
Centro Incontri "Villa Torlonia"
La Russo, già protagonista di una serie di esposizioni in luoghi particolarmente importanti dal punto di vista storico artistico come la "Sala del Bramante" in Piazza del Popolo, il "Cortile degli Aranci" nel Complesso Monumentale di San Michele a Ripa, "le Scuderie " di Palazzo Ruspoli, propone oggi all'attenzione del grande pubblico dei Musei di arte antica la sua "rivisitazione" della collezione Barracco e attraverso disegni ed incisioni fa riflettere sul modo in cui l'esperienza dell'artista "si misura con il patrimonio visivo della classicità" e dalla stessa trae spunti per esprimere gli stati d'animo che il manufatto antico suscita nella propria sfera emotiva.
La mostra assume, dunque, il carattere di "omaggio" al Barone Giovanni Barracco e alla Collezione archeologica da lui donata al Comune di Roma nel 1905.
Nell'opera della Russo, passato e presente non sono più mondi assestanti ma interagiscono ed il fenomeno artistico ancora una volta "apre la strada alla dinamica scoperta che continua nel tempo e crea la storia".
Accanto a questa recentissima produzione della pittrice vengono esposte le "Ruote" che "potenziano il senso espansivo dell'immagine, annullando il significato orizzontale e la verticalità dell'icona tradizionale, di modo che l'esperienza del continuum dei grumi-colori non ha una direzione precisa, né un solo punto di vista, il naturalismo qui diventa fatto interiore, stato d'animo, impressione-espressione..." e che, al tempo stesso, suggeriscono la partecipazione del pubblico "chiamato al intervenire direttamente per far ruotare con un gesto l'opera". Un'arte, quindi, quella della Russo contraddistinta dalla continua ricerca "di una identità simbolica tra contenuto e forma"; in cui la valenza interattiva riveste un posto di primo piano.
Ai nostri giorni la vita di un museo comprende attività e si arricchisce di esperienze che non sempre manifestano apertamente il profondo nesso che le raccorda alla realtà culturale ed alla natura propria del museo stesso.
Una collezione archeologica di grande prestigio scientifico, quale quella Barracco, può, ad esempio, divenire fonte di ispirazione per un'artista che, attraverso immagini ricche di colore, ci comunica la sua verità intessuta di entusiasmo, gioia e vitalità.
In questo modo Annamaria Russo "rilegge" la collezione Barracco e la ripropone all'attenzione del pubblico con un linguaggio moderno, dove alla classica bellezza dell'opera d'arte si affianca il tratto e il disegno dell'arte contemporanea nella sua incisività ed immediatezza espressiva.
L'ospitalità che il Museo Barracco offre alla mostra di Annamaria Russo "Colore e disegno. Antico e moderno." risponde a scelte programmatiche ben precise, sperimentate con successo dall'Assessorato alle Politiche Culturali e dalla Sovrintendenza del Comune di Roma che da alcuni anni stanno promuovendo personali di artisti contemporanei in spazi tradizionalmente destinati a mostre dedicate all'antichità. continua >>
Il Museo Barracco e la sua straordinaria collezione archeologica fanno da preziosa cornice alla personale di Annamaria Russo "Colore e disegno. Antico e moderno.". continua >>
La circostanza di questa mostra è interessante per riproporre un vecchio ma sempre valido discorso. Un artista che vive a temo della dimensione informale (come è, appunto, il caso di Annamaria Russo) si misura con il patrimonio visivo della classicità e ne fornisce una sua versione personale. continua >>
Di Annamaria Russo è ben nota la vasta produzione di opere nelle quali ha tra sfuso un indimenticabile sentimento della natura che si viene a coagulare in quei grumi di sabbia e colore che ritmano la sua tela in un perenne divenire. continua >>
Conosco Annamaria ormai da molti anni, nei primi neppure sospettavo che ella potesse dipingere. Per me, che allora lavoravo al Servizio didattico della Galleria Nazionale, era una tra le tante professoresse che convogliavano le loro classi, più o meno attente, più o meno riottose, nel le nostre sale. continua >>
L' appartenenza a una cultura è un segno profondo che col tempo lasciamo sfumare dietro di noi, ma è come un filo di Arianna attraverso il quale si può sempre risalire alla radice. Passaggi graduali o nette recisioni fanno parte del percorso. continua >>
La capacità di Annamaria Russo di rapportarsi alla realtà che la circonda le ha permesso, negli anni dell'insegnamento, di avvicinare i suoi ragazzi alla conoscenza della città e del suo patrimonio, ricreando in classe le suggestioni tratte dalle visite ai musei, a piazze, a monumenti, a chiese, con una produzione di materiale didattico che in più occasioni ha destato l'interesse anche all'esterno del mondo della scuola. continua >>
Ripercorrere l'attività pittorica di Annamaria Russo dagli anni Sessanta ad oggi, e quindi dai primi quadri figurativi alle successive elaborazioni di forme che, pur evocando paesaggi o nature morte, non hanno più alcuna intenzione descrittiva, significa riconoscere la coerenza e l'autentica elaborazione di un linguaggio teso ad accentuare sempre di più il colore e le materie come elementi fondamentali della comunicazione. continua >>