Alla base del lavoro di Annamaria Russo c'è l'appassionata ricerca di una forma che possa rappresentare visivamente la sua interna poetica. Partita da un informale segnico che caratterizza le sue prime prove da cui emergono ancora tracce di un universo figurativo personale e lirico, approda ad una materia che è assoluta protagonista della tela. La materia terrosa, ricca, pulsante, risente della lezione figurativa di una tradizione che parte dalla scuola romana, attraversa le esperienze dell'informale materico e approda alle più recenti sperimentazioni basate su una energia generatrice. Una forte energia anima infatti la materia di Annamaria Russo, con ombre, accensioni di luce e si ritrova anche in alcune prove recenti che si confrontano con antichi reperti archeologici. È una intensità che pare placarsi nella costruzione di campi rigorosi in cui si muovono strisce, cerchi, forme geometriche, frammenti di variegate carte parati di delicate e strutturali decorazioni. Una semplice e rigorosa ritmicità che, già preannunciata dal disporsi in trittici e polittici dei quadri materici, dà luogo ad una narrazione, ad un racconto che si rivela essere a vera necessità del lavoro. La più recente sperimentazione, in linea di tempo, si rivolge ai plexiglass, colorati recuperi di oggetti industriali che si dispongono, anche essi, a costituire sempre nuove forme di narrazione. Una narrazione con cui l'artista ci vuole rivelare le leggi dell'universo e del suo costante, continuo riprodursi.