L'amicizia va coltivata come si coltiva un giardino: Annamaria Russo vive con questa convinzione e la mette in pratica.

La rende felice, inoltre, comunicare i propri sentimenti per mezzo dell'arte, "...sentendosi inserita nella storia e in armonia con la natura..." (Pierre Restany, 29 aprile 2003). Questa realtà è propria del modo di pensare di Pierre Restany che Annamaria ha conosciuto di persona e dal quale è stata incoraggiata a proseguire nella sua esemplare, autentica ricerca artistica.

Quando negli anni passati, ha dipinto con vivaci spatolate, era forte il suo desiderio di esprimersi, con gesti dinamici, di evocare figure che sono appartenute alla sua infanzia. Anche il grande passato storico l'ha coinvolta quando ha disegnato, con pastelli a cera, figure mitiche nel ciclo dedicato al sito archeologico di Stabiae eseguito nel 2002. Ritagli di carta da parati, destinati ad essere buttati, sono diventati per lei lo spunto per creare un vasto ciclo di collages: una palestra per esprimere con maestria i propri sentimenti giocosi e dare vita a fantasiose figure a volte solo ritmiche geometrie, a volte immagini figurali.

Trovati recentemente ritagli di materia plastica, rifiuti di lavorazione industriali, attratta dai loro vividi colori, ha iniziato ad assemblarli creando composizioni libere anche se è presente una valenza di carattere geometrico dove sempre compare il cerchio. Ma questa astrazione è solo apparente: nelle sue opere compaiono simboli accanto a presenze figurative che sono la testimonianza di quanto questa artista vive e soffre degli eventi del nostro periodo storico come ben si vede visitando la mostra. L'esposizione è composta da un armonico insieme di opere e tra esse sono significative le grandi frecce che pare ci indichino, con forza e con perentorio segno, quanto sia necessario interrogarsi sul divenire dei cambiamenti del nostro pianeta.

Grazia Chiesa, 2004